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Roberto Rossellini Cantastorie
i racconti brevi di Roberto Rossellini


12 ambienti narrativi multimediali per esplorare forme e modelli dell’antica arte del «riraccontare» storie e crearne varianti: dalle raccolte tradizionali di favole alle variazioni cinematografiche di Roberto Rossellini

un progetto
Istituto MetaCultura - Fondazione Roberto Rossellini per lo sviluppo del pensiero enciclopedico

un'iniziativa promossa e prodotta dal
“Comitato Nazionale per le Celebrazioni per il Centenario della nascita di Roberto Rossellini” - MIBAC
in collaborazione con Cinecittà Holding Cineteca Nazionale

ideazione: Alessandro Pamini

autori dei racconti multimediali:
Valeria Vitale, Francesca Talamo, Barbara Ferraro, MassimoBasile



L'ebook multimedialeRoberto Rossellini cantastorie

Il progetto • Storie leggendarie di cantastorie • Storia leggendaria di Roberto Rossellini • Storia del pesciolino coraggioso • Storia del  tacchino prepotente • Storia degli insetti e della vispa Teresa • Storia della scimmia che perse il padroneStoria del bambino e del soldato • Storia della diva e della gallina • Storia del pittore e della gattina • Storia del soldato e della fatina • Storia della pastorella e del santo • Storia di un pranzo per 15 dì


“Rossellini Cantastorie” è un evento composito che racchiude diverse iniziative indipendenti ma anche complementari tra loro. L’intento è quello di presentare Roberto Rossellini non solo come uno dei più importanti autori della storia del cinema, ma anche, e soprattutto, come un grande narratore classico, capace di continuare a tramandare ed arricchire quelle storie millenarie che, in una molteplicità di varianti, hanno attraversato luoghi e tempi lontanissimi tra loro; storie che sono state rappresentate in ogni forma espressiva, dalla letteratura orale alla pittura, al teatro e al cinema, e che continuano a racchiudere e a sintetizzare insegnamenti universali sull’arte del riraccontare.
In questo senso il lavoro di Rossellini presentato in questa iniziativa può essere considerato come la prosecuzione ideale di quello dei cantastorie tradizionali, uomini appassionati di storie che amano ascoltarle e raccontarle loro stessi, rendendole accessibili al più vasto pubblico e al contempo facendone scoprire i segreti agli spettatori più esigenti.
“Rossellini Cantastorie”, quindi, è un evento che, mantenendo sempre Roberto Rossellini come riferimento, ha per oggetto l’universo delle favole immortali e la capacità, nonché il piacere, di riraccontarle. L’evento vuole promuovere un'immagine di Roberto Rossellini, poco conosciuta tanto dal pubblico quanto dalla critica, che lo rappresenta sia come erede di una tradizione antichissima sia come maestro per le nuove generazioni interessate ad avvicinarsi, attraverso di lui, a un’arte millenaria.
L’iniziativa può essere realizzata in due versioni indipendenti o integrate nello stesso evento: come spettacolo e come mostra.
Lo spettacolo, che può essere proposto come evento inaugurale della mostra o autonomamente come giornata (o serie di giornate) dedicata a Rossellini, è composto da un reading dal vivo di un cantastorie (interpretato da un attore) e dall’accompagnamento sia di musica dal vivo per chitarra sia di videoproiezioni; queste ultime alternano immagini e testi dei racconti che hanno ispirato le storie brevi di Rossellini - in corrispondenza degli interventi del cantastorie - con gli stessi cortometraggi di Rossellini - a seguire gli interventi del cantastorie.
L’iniziativa si connota perciò sia come evento spettacolare, in quanto riracconta, in diverse forme espressive e con diverse integrazioni mediali, alcune storie antiche che hanno attraversato il tempo, le civiltà e i media; sia come un’occasione propriamente didattica, assumendo ad oggetto di discorso l’arte della narrazione e, in particolare, la narrazione di storie brevi nelle forme letteraria, visiva e audiovisiva. In questa prospettiva la forma del «cortometraggio» viene presentata come applicazione moderna di una lunga tradizione narrativa che, partendo dai cantastorie, attraversa tutta la storia della letteratura sia popolare che colta per arrivare sino al cinema.
La scelta di privilegiare l'opera di Roberto Rossellini per questo viaggio all'interno della storia della narrazione nasce dall'impegno di questo autore nella riflessione metodologica sulla scrittura. Egli infatti ha dedicato una parte della sua carriera a progettare e realizzare testi artistici e una parte (non meno consistente) della sua carriera a riflettere sui modi con cui gli stessi testi venivano composti. Inoltre la sua formazione umanistica gli ha permesso di concepire, spesso, i suoi protagonisti come personaggi-narratori in grado di esplicitare, con i loro discorsi, le riflessioni metodologiche dell'autore sulla composizione testuale. Basti pensare al personaggio di Leon Battista Alberti a cui Rossellini affida, nell’episodio de L’età di Cosimo de’ Medici a lui dedicato, molte esplicite dichiarazioni di poetica che ben rappresentano il pensiero e i principi di narrazione dello stesso Rossellini.
Come per molti cineasti, anche per Rossellini la forma del cortometraggio ha rappresentato il primo contatto con il cinema e gli ha permesso di sperimentare sia soluzioni espressive che narrative. Tuttavia la forma del «racconto breve» rimane una costante dello stile di Rossellini, il quale, nell'arco della sua lunga carriera, firma numerosi «film a episodi» o singoli segmenti di «film collettivi».
Questa soluzione, infatti, sembra la più adatta a rappresentare per lo spettatore quella visione rosselliniana della «storia» intesa sia come Storia di popolazioni e delle loro abitudini, scoperte e invenzioni, sia come favola, storia esemplare di personaggi portatori di sentimenti universali, sia ancora come iper-testo composto di tante singole storie. La narrazione breve, inoltre, è forse quella che meglio si addice a quella caratteristica di sintesi discorsiva che Rossellini ha sempre ricercato in ogni suo progetto.
L’iniziativa nel riferirsi ai filmati rosselliniani è così articolata: ogni racconto di Rossellini viene collegato a un ambiente narrativo ricostruito per immagini e testi letterari recitati in modo da introdurre il visitatore alla storia e alle sue varianti, stimolando la sua memoria e sollecitando nuove letture e fruizioni correlate.
Lo spazio immaginativo di ogni racconto viene creato non solo attraverso la presentazione del racconto cinematografico rosselliniano, ma anche attraverso la presentazione di tanti estratti di documenti letterari visivi e audiovisi della tradizione umanistica provenienti in parte dalla stessa biblioteca dell’autore; documenti che possono aiutare lo spettatore a entrare nello spirito di ogni racconto e a coglierne tutta la ricchezza e le suggestioni. Le immagini correlate alle storie narrate hanno infatti non solo il compito di accompagnare il racconto, ma anche di implementarlo e di moltiplicarlo. Esse sono pensate per sollecitare lo spettatore a raccogliere e ad elaborare gli stimoli di ogni singolo racconto rosselliniano, e a collegarlo a storie altrettanto interessanti, sia di Rossellini che di altri autori. Ogni ambiente può essere considerato in un questo senso una «bussola» con cui il visitatore-viaggiatore può percorrere i sentieri di una tradizione narrativa non solo cinematografica.
In questa prospettiva «enciclopedica» i racconti brevi di Roberto Rossellini vengono assunti non solo come esempi di un tipo di narrazione cinematografica (quella del cortometraggio) ma anche come piccole lezioni metodologiche sui modi della narrazione tout court.
Inoltre, sempre nello spirito enciclopedico dell’autore, essi sono considerati e presentati come «nodi» di una rete di «racconti esemplari» (apologhi, parabole, favole, storie morali, leggende e miti) condivisa con tanti altri autori, non solo cinematografici, di ogni luogo, tempo e società. Mediante le correlazioni tra i diversi racconti, infatti, si delinea con chiarezza il progetto «polienciclopedico» rosselliniano: un’enciclopedia della storia della civiltà occidentale, un’enciclopedia degli incontri tra universi culturali, un’enciclopedia dei sentimenti universali che governano le storie di ogni luogo e tempo, un’enciclopedia dei principi di narrazione e messa in scena. Attraverso tali racconti, e gli ambienti narrativi in cui sono inseriti, i fruitori vengono invitati a scoprire, o a riscoprire, diversi aspetti di quella tradizione umanistica da cui ciascuno di essi trae origine e a cui invita ad accostarsi. I documenti che compongono ciascun «ambiente» sono correlati al cortometraggio di riferimento tanto con criterio filologico (fonti di Rossellini, documenti di lavorazione) quanto con criterio metodologico (esplicitazione dei legami sia tra le storie elaborate da Rossellini sia tra esse e la tradizione umanistica che rappresentano e continuano).
La composizione dello spettacolo è concepita per aiutare lo spettatore a viaggiare tra i testi e le storie, a coglierne variazioni e invarianze.
Lo spettacolo è inoltre introdotto da un particolare apparato promozionale. Ogni storia è stata infatti sintetizzata in un’opera grafica che trasforma il racconto breve cinematografico in racconto breve per sole immagini. La serie completa delle illustrazioni è raccolta in un unico cartellone-manifesto che costituisce il corredo visivo con cui il cantastorie narratore può raccontare e presentare le storie che hanno ispirato l’iniziativa. Proprio agli eredi della tradizione popolare infatti è affidato il compito di promuovere l'evento, invitando il pubblico ad entrare nell'evento come una volta lo si invitava ad entrare nei circhi o nelle esposizioni di mirabilia.