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1. Modulo Introduttivo all’Universo tematico: Le competenze dell'umanista

Rileggere e riscrivere i Classici • L’ingegno polivalente • La firma dell’autoreInventare per ricercareEducare all’arte, educare con l’arteL’organizzazione enciclopedica della conoscenzaLa tradizione del racconto filosoficoLa Natura ispiratrice

L'ingegno polivalente


Il secondo sentiero esplorativo propone un viaggio tra le multi-competenze che compongono il bagaglio interdisciplinare ideale di un intellettuale umanista, autore e studioso, esperto di arti, scienze e tecnologie, capace di padroneggiare diversi campi del sapere e di coglierne e sfruttarne le interrelazioni.
Il sentiero esplorativo propone un viaggio tra le multi-competenze che compongono il bagaglio interdisciplinare ideale di un intellettuale umanista, autore e studioso, esperto di arti, scienze e tecnologie, capace di padroneggiare diversi campi del sapere e di coglierne e sfruttarne le interrelazioni.
L’intelligenza polivalente dell'intellettuale umanista è analizzata inseguendo i punti di vista dei protagonisti della tradizione classica fino a Roberto Rossellini.
In questo viaggio viene studiato il legame profondo tra scoperta e invenzione, tra studio analitico e studio progettuale, tra conoscenza e comunicazione.
Così, se da un lato il ricercatore viene visto nelle sue competenze di studioso interdisciplinare capace di esaminare da più punti di vista e a più livelli il medesimo oggetto, se l’inventore viene visto nelle sue competenze di autore insieme ingegnere e architetto, capace di elaborare dati e di trarne un nuovo ordinamento utile o significativo, l’artista viene visto nelle sue competenze intermediali di autore capace di trasformare documenti poco informativi e testi di linguaggio comune in sintesi informative inesauribili.
Come i suoi maestri, infatti, Rossellini non solo riteneva che un artista dovesse essere capace di esprimersi attraverso ogni forma artistica e di farle dialogare tra loro (egli stesso infatti era cineasta, regista teatrale e televisivo, scrittore e saggista), ma anche che dovesse essere, al contempo, esperto sia nelle arti che nelle scienze. L’integrazione delle competenze artistiche e scientifiche, propria della visione umanistica classica, è qui riletta anche alla luce della convinzione rosselliniana che tanto le arti abbiano bisogno delle scienze, per svilupparsi, quanto le scienze delle arti, per diffondersi.
Quella tratteggiata dagli umanisti classici e da Rossellini è la figura di un artista-studioso capace di comporre i propri testi facendosi guidare dal rispetto di regole propriamente scientifiche e capace di illustrare concetti teorici avvalendosi di forme artistiche che ne facilitino la comprensione e la diffusione.
Questo tipo di competenza multi- e inter-disciplinare, che permette di padroneggiare altrettanto agevolmente le competenze artistiche e quelle scientifiche, appare quasi utopistica nella società contemporanea, caratterizzata viceversa da una tendenza acritica alla settorializzazione e alla specializzazione della conoscenza.
Tuttavia questo ideale formativo, che il senso comune attribuirebbe oggi a poche eccezioni “geniali”, viene riletto, attraverso la riflessione rosselliniana, come un fondamento su cui si è sviluppata la cultura occidentale dalla classicità greca all'epoca dei lumi.