vai alla home del sito


1. Modulo Introduttivo all’Universo tematico: Le competenze dell'umanista

Rileggere e riscrivere i ClassiciL’ingegno polivalenteLa firma dell’autoreInventare per ricercare • Educare all’arte, educare con l’arte • L’organizzazione enciclopedica della conoscenzaLa tradizione del racconto filosoficoLa Natura ispiratrice

Educare all'arte, educare con l'arte


Percorrere il quinto sentiero equivale a intraprendere un viaggio dai cenacoli greci alle aule delle università seicentesche fino ai progetti di spettacoli didattici di Brecht e Rossellini; un viaggio per scoprire come un testo classico possa favorire l'apprendimento tanto di nuove conoscenze quanto di nuove competenze.
Il sentiero propone una serie di viaggi dai cenacoli greci alle aule delle università seicentesche ai progetti di spettacoli didattici di Brecht e Rossellini. Durante questi viaggi l’attenzione si concentra su:
- la formazione del pubblico: l'arte vista come come strumento complesso capace di stimolare lo sviluppo delle capacità cognitive, analitiche e critiche, dei fruitori,
- la formazione dell'autore: l'arte vista come come strumento complesso capace di stimolare lo sviluppo delle capacità progettuali, interpretative e sintetiche, dei nuovi artisti,
- la metarappresentazione ovvero la riflessione attraverso l’arte sui principi della scrittura e della messa in scena,
- la maieutica: la possibilità di fare formazione con i mezzi d'informazione, di mostrare anziché dimostrare.
L'aggettivo “didattico” viene associato frequentemente all’opera di Roberto Rossellini, anche se più spesso per tentare di definire un ‘periodo’ cronologico piuttosto che per esplicitare una ‘funzione’ assolta da ogni suo film. Viceversa, nella chiave di lettura offerta da questo sentiero, tutti i progetti di Rossellini possono essere considerati ‘didattici’ da almeno due punti di vista. Innanzitutto la sua intera opera - non solo quella televisiva e più esplicitamente educativa - sembra orientata alla formazione del proprio pubblico ideale. Essa invita implicitamente lo spettatore a raccogliere gli stimoli contenuti nel testo artistico e a sviluppare le proprie capacità cognitive. I progetti rosselliniani offrono, infatti, allo spettatore la possibilità di osservare una situazione da molteplici punti di vista, di confrontare diverse interpretazioni, di cogliere le ragioni intrinseche di ciascuna di esse e di giungere a elaborare autonomamente un proprio giudizio con la consapevolezza del suo valore non assoluto. I film di Roberto Rossellini, quindi, sono didattici non solo in quanto assumono come oggetto di discorso le ricerche e le opere che hanno segnato il cammino del nostro universo culturale (basti pensare ai film sui grandi filosofi, da Socrate a Cartesio) ma sono didattici anche nel modo stesso in cui sono composti. La complessità strutturale che li caratterizza, infatti, si rivela il modo più efficace per rappresentare la complessità del reale assunto ad oggetto di conoscenza e di comunicazione, e per mostrare come qualunque ideologia risulti insufficiente e inadeguata nel tentativo di sostituire le articolazioni dell'intelligenza e della sensibilità umane. Ad un ulteriore livello i film di Rossellini si rivolgono ad un pubblico ideale di nuovi autori e studiosi di cinema e delle altre arti. Attraverso i progetti di Rossellini i giovani autori sono invitati ad affinare le proprie abilità interpretative sia dal punto di vista artistico che scientifico. In questa chiave di lettura ogni testo diventa, anche, una lezione di metodo su come si costruiscono i testi. L’ideale didattico rosselliniano confluisce in un utilizzo etico del cinema e della televisione, in un “progetto di educazione permanente” che preveda l’impiego dei mezzi di comunicazione di massa non solo come i più adeguati diffusori delle conoscenze ma anche come i più efficaci stimoli per lo sviluppo dell’intelligenza critica. Per Rossellini l’arte ha il compito di formare il pubblico, non di indottrinarlo demagogicamente ma di invitarlo a riflettere e di insegnargli a diffidare di chi presenta soluzioni facili e definitive. La didattica di Rossellini non vuole “dimostrare” nessuna teoria o ideologia, ma solo “mostrare”, nel modo più onesto possibile, i diversi aspetti pertinenti di una questione e le ragioni dei diversi punti di vista coinvolti nella sua interpretazione. Seguendo questo percorso ‘maieutico’ è lo spettatore stesso a maturare le proprie convinzioni autonomamente, soppesando criticamente i diversi punti di vista possibili drammatizzati e portati in scena dai personaggi protagonisti della rappresentazione.