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La mostra Roberto Rossellini Arte e Scienza dell'Umanesimo

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Le invenzioni di un umanista

I progetti, i modelli e le documentazioni visive e audiovisive delle soluzioni tecnologiche ideate e sperimentate da Rossellini neoumanista capace di costruire e reinventare gli strumenti del proprio lavoro.
Sono presentate in un plastico tridimensionale e in alcune immagini le invenzioni tecnologiche elaborate da Roberto Rossellini per attuare i suoi progetti: dai trucchi con gli specchi basati sugli antecedenti umanistici precinematografici ai progetti di prototipi di videoregistratore domestico.

I progetti, i modelli e la documentazione visiva delle soluzioni tecnologiche ideate e sperimentate da Roberto Rossellini, neoumanista capace di costruire e reinventare gli strumenti del proprio lavoro. La simulazione, in scala ridotta, del trucco ottico degli specchi messo a punto da Rossellini per creare sui set gli sfondi storici e artistici delle sue storie umanistiche.

In una sala dedicata alle invenzioni viene presentato, riprodotto in scala, il sistema composto da uno specchio, un cristallo e un fondale dipinto grazie a cui Rossellini, attraverso un’affascinante illusione ottica, permetteva ai suoi personaggi di muoversi in paesaggi d'epoca senza doverli riprodurre tridimensionalmente in teatro. Potranno essere osservati inoltre anche il suo adattamento del pancinor per manovrare uno zoom insieme ai movimenti della camera su carrello, il videolettore ottico a 35mm e i sistemi per istruzione degli attori a distanza sul set. Questi oggetti saranno accompagnati da foto e manoscritti dell'autore (originali o riprodotti) che ne illustrano il funzionamento e ne mostrano l’utilizzo sui set.

La ricostruzione di un esempio di trucco con cristallo e specchio

Su un monitor viene riprodotto l'effetto del «trucco degli specchi» utilizzato da Roberto Rossellini per simulare, in L'età di Cosimo de' Medici, la presenza della Firenze rinascimentale come sfondo alle azioni degli attori sulla scena.
Per ripetere il risultato rosselliniano è stata adoperata la stessa fonte iconografica: il dipinto "L'assedio di Firenze" realizzato nel 1558/1562 da Giorgio Vasari, da cui è stata scontornata la sagoma della città.
L'immagine ottenuta, riprodotta su una grande pellicola retroilluminata, si riflette su uno specchio ritagliato seguendo il profilo della città dipinta da Vasari. Grazie all'azione riflettente dello specchio sagomato (incollato su un grande vetro) la telecamera, così come la cinepresa di Rossellini, è in grado di riprendere nella medesima inquadratura:
- l'immagine riflessa nella porzione di specchio,
- il paesaggio reale neutro su cui Rossellini può far muovere gli attori, qui rappresentato da una gigantografia sul fondo della sala.
In questo modo l'effetto di realtà del paesaggio fotografico si amalgama con l'illusione narrativa del paesaggio pittorico. La sovrapposizione delle due immagini fa in modo che, tra le montagne riprese, sia visibile la Firenze dell’età medicea.
Così Roberto Rossellini può creare per i suoi personaggi dell'epoca di Cosimo de'Medici uno sfondo che sia, al contempo, storico e artistico.